Venerdì sera. A Milano.
Uno come tanti.
Sono in una enoteca e mi guardo intorno.
Coppie, gruppi di amici, risate, musica. E cani.
Diversi cani. Di varie razze e stazza.
Bambini: zero.
Nessuna presunzione di dare a un caso personale una qualche dignità statistica. Ma qualcosa comunque (mi) dice.
E se a questa esperienza ci affianco qualche numero, già un’idea più corposa posso (e possiamo) realizzarla.
Secondo il Rapporto Assalco – Zoomark 2024, nel 2023, le famiglie italiane hanno speso oltre 3 miliardi di euro solo per il pet food. Un mercato, quello dell’alimentazione per cane e gatto, che per via di un’importante dinamica inflattiva ha generato un fatturato pari al +13,4% attraverso una sostanziale stabilità delle vendite in termini di volume il cui livello, però, è comunque accresciuto rispetto a due anni fa nonostante la forte crescita registrata durante il periodo pandemico.
Aggiungi un posto a tavola che c’è un amico in più, cantava Johnny Dorelli.
Un amico a quattro zampe, però.
Dal report: […] “osservando gli ultimi 15 anni, il mercato del Pet food ha generato un progressivo aumento di fatturato mediamente superiore alla crescita dei volumi. Il trend è spiegato da alcuni fattori: sicuramente dal fenomeno della continua adozione da parte delle famiglie italiane di animali da compagnia, i quali stanno subendo un vero e proprio processo di “umanizzazione”: i proprietari di animali d’affezione considerano sempre di più i loro pet come membri della famiglia e, di conseguenza, sono disposti ad allocare una maggiore spesa verso la loro salute e benessere. Non da ultima, l’attenzione alla premiumizzazione dei prodotti: i consumatori desiderano prodotti sempre più personalizzati per le esigenze specifiche del loro animali in base alla razza, all’età, alle abitudini e alle eventuali patologie”.
Un giro di affari quello relativo alla Pet economy che supera quello per i bambini: in Italia il numero degli animali da compagnia in Italia è in aumento; l’inverno demografico da anni copre la nostra penisola.
Fotografia di nuove tendenze sociali, zero retorica.
E’ abbastanza naturale fare parallelismi. I bambini danno amore, “come” gli animali domestici. Bisogna prendersi cura di loro. Hanno bisogno di attenzioni. Contribuiscono al benessere emotivo delle persone.
Scopri il nuovo numero: “Pet economy?”
Quello della Pet economy è un giro di affari che supera quello relativo ai bambini: in Italia il numero degli animali da compagnia è in aumento; l’inverno demografico da anni copre la nostra penisola.
Il veterinario viene assimilato al pediatra. Si comprano cibi per farli crescere più forti e sani. Si fanno regali. Si comprano giochi. Si tengono in braccio. Si fanno le vocine. Si acquistano indumenti. Financo profumi. E chi si occupa di marketing e comunicazione lo sa bene. I messaggi sono veicolati per colpire rispettivamente i genitori e i proprietari di figli e animali.
Guardando i numeri della Pet economy posso quindi affermare che, seppur la mia esperienza diretta non può fare statistica, è certamente stata una testimonianza fortunata.
Analizzare la Pet economy dà la possibilità di osservare un fenomeno complesso e in evoluzione, che riflette i cambiamenti sociali, demografici ed economici del nostro tempo.
Non è solo un segmento di mercato. E’ bene saperlo.
Ivan Zorico